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Archeologia biblica

Archeologia Biblica: I falsi storici dell’Antico Testamento.
incontro/scontro con Massimo Izzo il 16 marzo dalle ore 20,30


Dagli anni '90, con la nascita di nuovi strumenti di ricerca e l’applicazione di approcci metodologici di estremo rigore alle ricostruzioni storiche , si sono generate radicali reinterpretazioni di quadri storici che sembravano consolidati.

Tradizionalmente l'approccio all'archeologia biblica partiva da un testo, l'Antico Testamento, ritenuto sostanzialmente affidabile dal punto di vista storico ed il compito dell'archeologia sarebbe stato quello di cercare validazione al racconto biblico.

Quando, in applicazione delle più moderne metodologie di analisi storico-archeologica, si è cominciato a a ricostruire la storia dei luoghi biblici e approfondire i panorami politici, sociali e letterari del Vicino Oriente usando le fonti archeologicamente esistenti, si è profilata una storia piuttosto diversa e complessa.

Cercheremo quindi di vedere insieme quali elementi hanno portato Ze’ev Herzog, direttore del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Tel-aviv, a dichiarare sui quotidiani che non è mai esistito un popolo di Israele in Egitto, né un Esodo e un Mosè, né le 12 tribù nè una conquista di Terra Santa, né un Re Salomone o un Re David e il loro Grande Regno Unito di israele e Giuda. E ricordarci che Yaweh è una figura dalle origini pagane, originariamente con controparte femminile, e che il monoteismo della religione ebraica è un frutto solo tardo e finale della Monarchia del piccolo Regno di Giuda, non un fondamento teologico originale.

Dalle ricerche biblistiche e filologiche, altro materiale di studio rivela il secondo grande svelamento di tante creazioni mitologiche e letterarie: dalla Genesi al mito della nascita di Mosè, dalle Leggi religiose al mito del Diluvio, da molti Inni a molte composizioni letterarie, il materiale originale di provenienza è stato tracciato nell’annalistica, letteratura e mitologia antica orientale.

Nei limiti di un tempo ristretto per un argomento così vasto e complesso, si cercherà di illustrare alcuni criteri usati per tali ricostruzioni e dare alcune indicazioni bibliografiche per approfondire. 

Chi è il dottor Massimo Izzo?  

Egittologo, Archeologo Orientalista ed Ingegnere, è nato a Napoli nel 1961, conferenziere a livello italiano ed estero, si occupa di divulgazione storico-archeologica organizzata in corsi monografici e conferenze.
Laureato con lode in Ingegneria Navale e Meccanica presso l'Università Federico II di Napoli, proge sta. Negli anni 2000, presso l'Università di Pisa, consegue in successione la Laurea Triennale in Scienze dei Beni Culturali, curriculum archeologico, e la Laurea Specialistica in Archeologia dell'Egitto e del Vicino Oriente, entrambe con lode.

In qualità di ingegnere ed egittologo ha fatto parte della missione archeologica dell'Università di Pisa in Egitto a Dra abu El-Naga, tomba tebana TT14, presso Luxor, sotto la direzione della Prof.ssa Marilina Betrò, quest'ultima anche relatrice delle sue tesi.

Dall'anno 2005 ha iniziato l'insegnamento come docente di Storia e Archeologia Orientale presso l'Università dell'Età Libera di Pesaro ed altre istituzioni stabili devolute alla divulgazione. Conferenze ed incontri singoli sono invece dedicate a sedi dislocate sul territorio italiano o all’estero.
I soggetti di insegnamento e conferenze spaziano dall' Egittologia all'archeologia del Vicino oriente Antico, incluso l'archeologia biblica, e con una specializzazione temporale dal neolitico all'età del ferro. 

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